Le donne e l’esoterismo del ‘900

Chi erano e che ruolo hanno avuto le donne degli Ordini esoterici tra Otto e Novecento? Oggi parliamo di loro!

Nella storia della spiritualità le donne sono spesso state relegate ad un ruolo di secondo piano: la “spiritualità femminile” che oggi talvolta diamo per scontata si è consolidata a partire dagli anni Duemila ed è nata ad inizio Novecento, soprattutto grazie recupero di sistemici magico-religiosi di stampo pagano.

Nella grande famiglia del Neopaganesimo di cui anche la Wicca fa parte grande importanza è data agli aspetti del divino femminile, a culti della Terra vista come Donna e Madre. Del resto il concetto di “sacro femminile” attraversa tutti i movimenti New Age degli anni ’70 ed arriva di recente ad avere grande importanza anche nella cultura popolare. Un esempio un po’ datato ma sempre attuale è il best seller mondiale “Il Codice da Vinci” di Dan Brown, che ipotizzava una relazione tra Gesù e Maria Maddalena, volutamente coperta per tenere lontane le donne dalla Chiesa.
Per quanto innovative possano sembrarci alcune di queste idee, vi sono state anche in passato donne che hanno seguito e perseguito la via spirituale in modi paralleli alla religione del loro tempo. Donne che per le loro idee, le loro azioni, il loro stile di vita, hanno preparato in maniera sotterranea l’avvento di questa nuova consapevolezza, operando in movimenti e società cosiddette esoteriche.
Esoterico è, per sua definizione, ciò che è celato: un insegnamento che viene trasmesso da iniziato ad iniziato e che contribuisce alla crescita spirituale individuale e collettiva. Crescita che passa anche attraverso l’equilibrio: la dottrina esoterica infatti si è spesso interrogata circa il ruolo delle diverse polarità, inclusa quella “maschile” e “femminile”. Per quanto oggi questi ruoli possano apparirci come stereotipi sorpassati (o perlomeno in via di superamento) l’idea che esistesse un tipo di “energia femminile” assolutamente necessaria a completare quella maschile è stata in parte responsabile della comparsa, a partire dal 1800, delle donne nei circoli e nei gruppi esoterici.

In generale coloro che decidono di aderire questi gruppi presentano una personalità forte e delle idee molto precise su praticamente ogni aspetto della vita e del mondo. Non potrebbe essere altrimenti, dal momento che essi hanno ereditato e rielaborato antichi insegnamenti e pratiche spirituali volte al raggiungimento del pieno sviluppo personale, pur con tutte le contraddizioni proprio dell’animo umano. E’ anche in questo senso che l’esoterismo si propone nella storia come alternativa, movimento sotterraneo alle religioni rivelate che tendono ad adottare posizioni meno concilianti tra gli opposti. Oltretutto spesso nelle religioni la guida ed il sacerdozio restano appannaggio degli uomini mentre le espressioni di spiritualità femminile vengono bollate come eretiche (come nei casi di alcuni processi alle cosiddette “streghe”) o quantomeno considerate “minori” (si consideri ad esempio il ruolo del monachesimo). Al contrario nell’esoterismo le donne hanno trovato una visione inclusiva nella quale sentirsi accolte. In un’epoca in cui esse erano ben lungi dall’essere emancipate grazie agli Ordini esoterici ebbero modo di essere a capo di movimenti spirituali e filosofici rompendo le convenzioni delle femminilità dell’epoca. La loro vita non fu facile e fu spesso segnata da scandali, ripercussioni sul privato, inimicizie da parte di chi (uomini e donne) ne temeva il potere sovversivo.
I giornali dell’epoca avevano perfino trovato un nome per appellare queste figure. Erano la “Nuova Donna”, ovvero un modo di guardare al femminile che rifletteva il clima di cambiamento del periodo fin de siècle (1880- 1914 circa). Erano in corso riforme legislative che avrebbero dato alle donne maggiori diritti come mogli e madri. Ovviamente questo processo era appena all’inizio e dunque interessava soprattutto i ceti medio alti. Difatti la prima donna che incontriamo nel nostro percorso era addirittura un’aristocratica.

Helena Blavatsky (via Pinterest)

Helena Petrovna Blavatsky (1831- 1891) di origini russo-tedesche, la sua infanzia in Ucraina è avvolta nel mistero. Per via del lavoro del padre, un colonnello che aveva fatto carriera nell’artiglieria Russa, aveva passato l’infanzia e l’adolescenza a viaggiare per il mondo alla scoperta di nuove culture e civiltà. Interessante è la sua vicenda sentimentale: a soli 17 anni aveva infatti sposato un uomo sulla quarantina, vice governatore di una zona della Russia che corrisponde all’attuale Armenia. Sposato con diversi tentennamenti (si dice che all’ultimo momento la futura sposa avesse provato ad annullare il matrimonio, senza però riuscirci) la giovane Helena fuggì subito dopo, ripartendo per i suoi viaggi in giro per il mondo. Si fermò poi negli Stati Uniti, a New York.
In quel periodo imperversava lo spiritismo: famose erano state le tre sorelle Fox, che avevano tenuto negli anni ’50 del diciannovesimo secolo una serie di sedute spiritiche infuocando gli animi di tutti gli Stati Uniti.

Le sorelle Fox (via Pinterest)

Era successo che le tre ragazze, poco più che adolescenti avevano iniziato a dialogare con lo spirito della casa nella quale vivevano: alle loro domande lo spirito rispondeva con dei colpi simili a schioccare di ossa e spostando i mobili. In breve avevano instaurato un codice di comunicazione grazie al quale potevano ottenere risposte per i numerosi consultanti che si recavano a trovarle nella speranza di un contatto con il mondo dell’aldilà. La loro vita non fu però delle più felici, anzi: la prima sorella Leah abbandonò la carriera di medium in favore del matrimonio con un facoltoso banchiere di Wall Street, mentre le altre due sorelle svilupparono seri problemi di dipendenza dall’alcool. Negli ultimi anni della loro vita le sorelle Fox arrivarono a rifiutare e smentire in toto il movimento spiritista da loro stesse creato: il 21 ottobre 1888 apparvero pubblicamente presso la New York Academy of Music per svelare l’inganno e spiegare come i suoni di schiocco fossero prodotti dalle articolazioni di Margaret. Tuttavia grazie alle tre donne il credo spiritista si era ormai diffuso capillarmente, attirando le attenzioni non solo dei curiosi, ma anche di studiosi, e studiose, come Madame Blavatsky. Proprio a New York nel 1875 essa fonderà la moderna “Società Teosofica”.
L’organizzazione, pur avendo le sue radici nello spiritismo, si basava anche sulla conoscenza che la sua fondatrice aveva delle culture orientali, acquisite durante i già citati viaggi: la Blavatsky sosteneva infatti di aver trovato l’illuminazione spirituale in Tibet. Entrando in contatto con dei maestri disincarnati, da lei chiamati “Mahatmas”, la donna raccontava di aver sviluppato incredibilmente le sue facoltà psichiche come la chiaroveggenza e la telepatia. I suoi libri furono un enorme successo, non solo negli ambienti esoterici, e lei conservò per tutta la vita un carisma straordinario che le valse il ruolo di matriarca di tutto l’occultismo della sua generazione e oltre. Successivamente viaggiò ancora, in India e a Ceylon, legando sempre più la Società Teosofica ai temi e alle religioni orientali come Induismo e Buddismo. Durante uno dei suoi viaggi si ammalò ed i dottori la esortarono a trasferirsi in Europa. Quindi approdò a Londra dove si inimicò la famosa Society for Psychical Research, i cui membri includevano Charles Lutwidge Dodgson (più noto con lo pseudonimo di Lewis Carroll, autore del celebre “Alice nel paese delle meraviglie”), Arthur Conan Doyle (il “papà” di Sherlock Holmes), il poeta Lord Tennyson. Lo scopo della Society for Psychical Research non era poi così diverso da quello della Società Teosofica, ovvero investigare le inspiegabili leggi della natura ed i poteri latenti in ogni uomo: tuttavia, dopo i primi entusiasmi, la Society denunciò il contatto con i “Mahatmas” come fraudolento, rompendo le cordiali relazioni che fino a quel momento c’erano state tra i membri delle due organizzazioni.
Un’altra donna che in gioventù si inimicò un importante ordine esoterico fu la scrittrice e psicoterapeuta Dion Fortune.

Dion Fortune (via Pinterest)

Poco più che ventenne era una delle psicoanaliste più pagate di Londra e si occupava spesso di casi connessi al sesso. Nell’Inghilterra di inizio Novecento, dove solo da poco si era allentata la morsa della pruderie vittoriana, questo argomento scatenava liti anche tra amici e membri delle stesse Società Occulte. Paradossalmente però, nonostante tutti i malumori e i pareri contrastanti, nella società Vittoriana (e post Vittoriana), il sesso era un argomento molto trattato e discusso: si cercava di studiare la sessualità, categorizzarla, spiegarla alla luce delle nuove scoperte scientifiche, di definirne gli invalicabili limiti e gli orribili, perversi, eccessi. È in quest’ottica che si collocava anche la visione esoterica dell’unione tra uomo e donna espressa da Dion Fortune nel libro “The Esoteric Philosophy of Love and Marriage/ La Filosofia Esoterica dell’Amore e del Matrimonio”, pubblicato nel 1923 ed accusato di aver rivelato segreti dell’Ordine della Golden Dawn, al quale aveva aderito nel 1919. La sua decisione causò una profonda rottura con Moina Mathers, allora a capo dell’Ordine, un’altra delle donne dedite alla ricerca occulta.

Moina Bergson Mathers (via Pinterest)

Moina era la sorella del noto filosofo (nonché presidente negli anni ’10 del Novecento della già citata Society fo Psychical Research) Henri Bergson: la donna aveva incontrato il futuro marito Samuel Liddel MacGregor Mathers in una delle sale del British Museum ed era stata la prima iniziata dell’Ordine Esoterico della Golden Dawn, prendendone poi la guida alla morte del marito. Dion Fortune sosteneva che le conoscenze esoteriche potessero essere messe alla portata di tutti e a questo dedicò la totalità dei suoi scritti, inclusi i bellissimi romanzi (tra cui spiccano “La Sacerdotessa del Mare” e “La Magia della Luna”) che l’hanno resa negli anni la scrittrice esoterica più conosciuta. Di quest’avviso non era però Moina Mathers, con la quale Dion Fortune ingaggiò una vera e propria “battaglia magica” a distanza, descritta dalla Fortune nel libro “Autodifesa Psichica”. Non fu la sola battaglia magica a vedere come protagonista la Fortune: nel 1939, immediatamente dopo la dichiarazione di Guerra della Gran Bretagna, la scrittrice inviò numerose lettere ai membri della Society of the Inner Light (scuola Misterica da lei fondata) per far sì che i praticanti della magia in tutto il Paese indirizzassero gli sforzi a prevenire e limitare i danni della guerra. Con gli aerei nemici che le planavano sopra la testa, organizzò una serie di esercizi di meditazione e visualizzazione per invocare la protezione degli Angeli e degli Spiriti della sua terra. Mentre la Guerra andava avanti, la Society of Inner Light aprì le porte a chiunque ne facesse richiesta e la sua carismatica leader proseguì con ottimismo anche quando iniziarono a caderle le bombe sulla casa. L’ultimo atto della “Magical Battle of Britain” ebbe luogo presso le scogliere di Dover, dove fu convocato un manipolo di esoteristi (tra cui il famoso Aleister Crowley e Gerald Gardner, fondatore della Wicca) per scagliare un incanto che fermasse l’invasione tedesca. Si racconta che dopo quella notte molti partecipanti si ammalarono e la stessa Dion Fortune morì di una misteriosa leucemia pochi mesi dopo. Le truppe tedesche non invasero mai la Gran Bretagna.

Copertina dedicata a Florence Farr (via Pinterest)

Donne libere, dunque, indipendenti, consapevoli del proprio valore e dei propri principi, e pronte a difenderli a costo di scelte complesse e rischiose. Come l’attrice Florence Farr, anche lei membro dell’Ordine Esoterico della Golden Dawn ed ultima “tappa” del nostro viaggio tra alcune delle donne del mondo dell’esoterismo. La Farr fu il secondo membro ad essere iniziato al prestigioso grado di Adeptus Minor e prese successivamente in carico la guida dell’Ordine in Inghilterra: non solo un’iniziata modello ma anche un’attrice e musicista di successo nonchè un’importante esponente del movimento per i diritti alle donne. Lavorò a stretto contatto con i membri dell’Ordine, come il poeta William Butler Yeats e l’impresaria Annie Horniman, su produzioni teatrali e rituali pubblici, nei quali era particolarmente talentuosa anche grazie a notevoli doti vocali. Non furono però le sue frequentazioni all’interno dell’Ordine ad essere famose ma soprattutto quelle esterne: il suo lavoro d’attrice le era infatti valso l’attenzione dell’autore futuro premio Nobel e premio Oscar George Bernard Shaw, con il quale instaurò una relazione sentimentale oltre che lavorativa. Dalle sue lettere intuiamo che lo scrittore aveva idealizzato l’attrice: per lui rappresentava il modello ideale della “Nuova Donna”, nonché la persona più indicata a divenire la protagonista assoluta delle sue opere. Il loro sodalizio funzionò almeno fino al 1893, anno in cui la Farr interpretò “Le Armi e l’Uomo”, spettacolo scritto e diretto dallo stesso Shaw che riscosse grande successo di pubblico e di critica. Tuttavia il loro rapporto era destinato a deteriorarsi rapidamente man mano che l’interesse di Florence per l’occultismo cresceva. Fu anche la sua dedizione all’Ordine ad avvicinarla sempre più a W. B. Yeats, che divenne probabilmente il suo amante, sicuramente un suo caro amico e punto di riferimento. Il triangolo di lettere tra lei ed i due scrittori mostra il lato privato, le gelosie, i sentimenti di personaggi di spicco della cultura novecentesca. Così, ad esempio, le scriveva il drammaturgo irlandese Shaw , firmandosi come “il tuo sorvegliante severo”:

“Io sono la più nobile delle creature che tu abbia incontrato nel bosco di scimmie dal quale cercavi di scappare. Alcuni di loro pensavano a te come ad una bella scimmia femmina, altri come ad una Dea; i primi ti chiedevano di giocare con loro, i secondi di permettergli di venerarti: tu non riuscivi a dire di no a nessuno. Poi sono arrivato io, l’Uomo, e ti ho reso la mia donna, fermandomi dal mio vagare nella foresta e chiedendomi di guardarti con sincerità. Per molti anni ho vagato da solo, autosufficiente: di sicuro tornerò a vagare da solo. Ma tu invece? Cosa farai? Te ne tornerai alle tue scimmie? Non è possibile.”

F. Farr, B. Shaw, W.B. Yeats, letters/ edited by Clifford Bax- trad. propria

Dalla biografia della Farr intuiamo (perché le sue lettere sono state tutte distrutte) la sua Natura curiosa e indagatrice: sembrava sapere sempre tutto di tutto, al punto che Shaw disse di lei “è impossibile nominare qualcosa che lei non conosca”. Guidata dalla sua intelligenza, sempre alla ricerca di conoscenza maggiore sul mondo e su sé stessa, si espose pubblicamente per il suffragio alle donne, per l’uguaglianza sui posti di lavoro, per l’uguaglianza legislativa, scrivendo libri ed articoli sui giornali dell’epoca sui diritti delle “donne moderne”. Argomenti sui quali tutt’ora si discute, e che già allora popolavano di aspirazioni, sogni e speranze la vita di queste pioniere. Anche ad esse dobbiamo la nostra possibilità di scegliere e professare una vita nella quale- come si dice in uno dei testi più famosi di spiritualità moderna, ovvero l’Incarico della Dea di Doreen Valiente- mantenere “puro il più alto ideale e tendere sempre verso di esso”.

Bibliografia:

  • The Place of Enchantment/ Alex Owen
  • La Signora del Gioco; Il Dio delle donne/ Luisa Muraro
  • F. Farr, B. Shaw, W.B. Yeats, letters/ edited by Clifford Bax
  • La Sacerdotessa del Mare; La Magia della Luna; Autodifesa Psichica/ Dion Fortune
  • The Magical Battle of Britain/ a cura di Gareth Knight
  • La Dottrina Segreta/ Helena Petrovna Blavatsky

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